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La mente creativa e il cervello plastico.


Un confronto tra vedenti e non vedenti per capire come il pensiero e il cervello si ri-organizzano quando la visione viene a mancare.
Si stima che il 30% della corteccia cerebrale sia dedicato a processi visivi (contro il 7% del tatto e il 3% dell’udito), e la vista sembra avere un ruolo importante nei processi mentali che ci permettono di orientarci nello spazio, immaginare, decidere e persino pensare in astratto e memorizzare.
Che cosa succede al cervello e al nostro pensiero quando la vista viene a mancare?
Ebbene, i processi cognitivi e cerebrali si riorganizzano per far fronte ad un mondo senza vista, in modi a volte creativi e sorprendenti.
Le neuroscienze della cecità negli ultimi anni hanno cercato di scoprire e descrivere questi processi di trasformazione dimostrando come il cervello di un vedente e quello di un non vedente siano allo stesso tempo profondamente diversi e incredibilmente simili.
Il progetto a cui vi proponiamo di collaborare ha due obbiettivi principali. Il primo è quello di scoprire in che modo i processi di pensiero e il sistema concettuale umano si riorganizza nei non vedenti (sia congeniti che acquisiti) per lavorare con efficienza in mancanza della vista.
Le aree della conoscenza che stiamo indagando vanno dalla matematica alla percezione di voci e suoni, dal tatto al pensiero astratto, alla memoria.
Il secondo obbiettivo è quello di capire come il cervello renda possibili questi adattamenti e scoprire i limiti e le possibilità della plasticità cerebrale.
I nostri studi richiedono ai partecipanti di portare a termine compiti molto semplici e privi di rischi. I partecipanti possono decidere se partecipare a studi comportamentali nella loro città d’origine e/o visitare i nostri centri di ricerca a Milano e Trento per partecipare a studi di immagine cerebrale, in cui è possibile fare una “fotografia” del cervello in azione.
Il progetto di ricerca è finanziato dall’Unione Europea e si avvale della collaborazione di diversi scienziati nelle università di Trento, Chicago (USA), Montreal (Canada), Louvain-La-Neuve (Belgio - https://cpplab.be/), SISSA di Trieste (https://lrlac.sissa.it/) e dell’Istituto Neurologico Besta di Milano.
Comprendere i limiti e le potenzialità della plasticità cerebrale è di primario interesse scientifico per aumentare la nostra conoscenza della natura umana e ha importanti ricadute mediche, tecnologiche e sociali che possono avere un impatto positivo nella vita di molte persone.
Il progetto di ricerca è al suo terzo anno di attività, ed in pieno svolgimento. In questi anni abbiamo collaborato con successo con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Milano, Trieste, Savona, Cuneo, Torino, Trento, Parma, Verona, Genova, Reggio Emilia, e L’istituto dei Ciechi di Milano. Più di 100 non vedenti hanno partecipato ai nostri studi e continuano a parteciparvi.
In collaborazione con le diverse UICI abbiamo organizzato incontri pubblici sulle neuroscienze della cecità e i nostri ricercatori hanno partecipato a corsi di formazione parlando della conoscenza sensoriale in vedenti e non vedenti.
Vorremmo ripetere questa esperienza di collaborazione in altre città del nord Italia, poiché la partecipazione di persone non vedenti alle nostre ricerche è di fondamentale importanza, e più volontari partecipano ai nostri studi e più possibilità abbiamo di raggiungere i nostri obbiettivi.
Se volete saperne di più e magari organizzare un incontro con alcuni ricercatori nella vostra sezione non esitate a contattarci scrivendo a annadurso90@hotmail.it o a lorenzo.vignali88@gmail.com
A questo link potete trovare la descrizione del nostro laboratorio all’Università di Trento nel Centro Interdipartimentale Mente e Cervello: http://www.bottinilab.com/
Vi ringraziamo per la vostra disponibilità. Un cordiale saluto, Laboratorio di Plasticità cerebrale e cross-modale CIMeC - Università degli Studi di Trento.

Il Presidente: mario Mirabile



Pubblicazione del: 31-10-2018
nella Categoria generale


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Titolo Precedente: Variazioni per il Presidio Territoriale UICI di Giugliano.

Titolo Successivo: Collaborazione con CIMeC - Università di Trento.

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